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SEPARAZIONE E DIVORZIO

Nuove disposizioni legislative in materia di separazione, divorzio e modifica delle condizioni di separazione e divorzio – legge 162/2014.

 

SEPARAZIONE  
In senso giuridico con il termine “separazione” si intende l’interruzione della convivenza dei coniugi e la conseguente sospensione dei diritti e dei doveri che gli stessi avevano assunto con l’atto di matrimonio.

La separazione può essere:         
- consensuale quando i coniugi decidono di separarsi previo accordo tra di loro circa la situazione economica e personale ( affidamento dei figli )   
- giudiziale quando i coniugi non raggiungono un accordo ed uno dei due attiva una procedura legale di separazione.

DIVORZIO          
Con il termine “divorzio” si individua lo scioglimento definitivo del matrimonio, restando immutati i doveri verso i figli e la responsabilità genitoriale.

La pronuncia di divorzio può essere :       
- di scioglimento di matrimonio civile      
- di cessazione degli effetti civili del matrimonio religioso-concordatario
- di delibazione delle sentenze ecclesiastiche di annullamento del matrimonio.

NOVITA’ DEL 2014 E 2015

Con la legge 162/2014 sono state introdotte significative novità in materia di separazione e divorzio.

Inoltre, in seguito all'entrata in vigore della legge 6 maggio 2015, n. 55, dal 26 maggio 2015 i termini di separazione per pervenire al divorzio sono stati ridotti a sei mesi in caso di separazione consensuale, ad un anno in caso di separazione giudiziale.

Le coppie che desiderano separarsi o divorziare o modificare le condizioni di separazione o divorzio, potranno farlo , oltre che tramite l’autorità giudiziaria, anche con le seguenti modalità alternative:

1.      Mediante una “convenzione di negoziazione assistita” dall’avvocato, ai sensi dell’art. 6 del D.L. 132/2014, convertito in legge 162/2014     
Gli avvocati ( almeno uno per parte ) redigeranno una convenzione di negoziazione assistita che sancisca e regolamenti la separazione o il divorzio o la modifica delle condizioni, che verrà sottoscritta dai coniugi.

La convenzione di negoziazione assistita deve precisare:

a)      Il termine concordato dalle parti per l’espletamento della procedura, in ogni caso non inferiore ad un mese;

b)      L’oggetto della controversia, che non deve riguardare diritti indisponibili.

Gli avvocati certificano l’autografia delle firme e la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico.

La convenzione dovrà ricevere necessariamente il nulla osta o l’autorizzazione ( in caso di fIgli minori o incapaci o economicamente non autosufficienti) , della Procura della Repubblica, condizione indispensabile ai fini della successiva trasmissione all’Ufficiale di Stato Civile.

Copia conforme dovrà essere trasmessa da ciascuno degli avvocati di parte all’Ufficiale di Stato Civile:       
- del comune in cui è iscritto l’atto di matrimonio             
- oppure ( in caso di matrimonio religioso avente effetti civili ) del comune in cui è trascritto l’atto di matrimonio religioso celebrato nel territorio di quel comune       
- oppure ( in caso di matrimonio celebrato all’estero) del comune in cui è trascritto l’atto di matrimonio celebrato all’estero.

La trasmissione potrà avvenire a mano oppure per posta raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite PEC ( purché firmata digitalmente ) entro il termine di 10 giorni dalla data di comunicazione alle parti del provvedimento del Procuratore della Repubblica. E’ sufficiente la trasmissione anche da parte di uno soltanto degli avvocati. Superato tale termine, il comune avvierà l’iter per l’irrogazione delle sanzioni a carico del legale che abbia violato l’obbligo. Le sanzioni vanno da un minimo di euro 2.000,00 ad un massimo di euro 10.000,00.

L’accordo autorizzato viene trascritto nei registri di stato civile e annotato nei rispettivi atti.

 

2.       Mediante un “accordo” di separazione o di divorzio davanti all’Ufficiale di Stato Civile, ai sensi dell’art. 12 del D.L. 132/2014 convertito in legge 162/2014.

 

A)     LIMITI E CONDIZIONI

E’ possibile dichiarare l’accordo di separazione o divorzio anche di fronte all’Ufficiale di Stato Civile, ma solo alle seguenti condizioni:             
- I coniugi NON devono avere figli minori o figli maggiorenni incapaci ( cioè interdetti, inabilitati, o sottoposti ad amministrazione di sostegno ) o figli maggiorenni portatori di handicap grave o figli maggiorenni economicamente non autosufficienti; per FIGLI si intendono figli della coppia ( non quindi figli di uno solo dei due coniugi ) .      
- L’accordo NON deve contenere patti di trasferimento patrimoniale; con questo termine si intende esclusa qualsiasi valutazione di natura economica o finanziaria ( ad esempio l’uso della casa coniugale, ovvero qualunque altra utilità economica tra i coniugi dichiaranti); l’assegno di mantenimento non viene considerato un patto di trasferimento patrimoniale e può essere disposto anche davanti all’Ufficiale di stato civile. Si tenga presente che l’Ufficiale di Stato Civile non può valutare la congruità dell’assegno, ma si limita a prenderne atto.       


B)     LA COMPETENZA   
Competente a ricevere le dichiarazioni di separazione, divorzio o modifica delle relative condizioni è l’ufficiale di stato civile:              
- del comune in cui è iscritto l’atto di matrimonio      
- oppure ( in caso di matrimonio religioso avente effetti civili ) del comune in cui è trascritto l’atto di matrimonio religioso celebrato nel territorio di quel comune           
- oppure ( in caso di matrimonio celebrato all’estero) del comune in cui è trascritto l’atto di matrimonio celebrato all’estero. 
- oppure nel comune di residenza di almeno uno dei coniugi

 

C)     LA MODALITA’

L’ufficiale di stato civile riceve contestualmente da ciascuna delle parti, personalmente, la dichiarazione di volontà alla separazione, divorzio o modifica delle condizioni di separazione o di divorzio, con l’assistenza facoltativa di un avvocato. L’atto contenente l’accordo è compilato e sottoscritto immediatamente dopo il ricevimento delle dichiarazioni.           
Trascorsi almeno 30 giorni dalla dichiarazione resa, i coniugi dovranno tornare per confermare l’accordo raggiunto ; a tale scopo l’ufficio dello stato civile invita le parti a comparire, fissando la data in cui ricevere la conferma dell’accordo registrato.

ATTENZIONE : la mancata presentazione per confermare l’accordo nel giorno fissato equivale a mancata conferma dell’accordo stesso , che pertanto NON acquista efficacia.

Se l’accordo viene confermato , la DECORRENZA sarà dalla data in cui è stata resa la prima dichiarazione

 

D)     I COSTI

E’ previsto il pagamento del diritto fisso pari ad euro 16,00, ai sensi della Tabella D, allegata alla legge 08.06.1962, n. 604, punto 11-bis, e della delibera della giunta comunale n. 5 del 16.01.2015 del Comune di San Martino Buon Albergo.

 

E)     COME FUNZIONA

E’ opportuno prendere contatti con l’ufficio di stato civile ( 045-8874.251 ) che, sulla scorta delle dichiarazioni di parte, predisporrà una “scheda informativa” al fine di accertare se la procedura può essere attivata ed acquisire la necessaria documentazione.

Una volta che la procedura sia stata valutata come attivabile e sia stata acquisita la necessaria documentazione, sarà fissata la data per un appuntamento con le parti interessate per la STESURA e la sottoscrizione dell’accordo.

Nello stesso giorno l’ufficiale di stato civile inviterà le parti a presentarsi ad un nuovo appuntamento, che dovrà essere fissato non prima di 30 giorni, per la CONFERMA dell’accordo.

All’ultimo incontro, una volta che sia stato confermato l’accordo già sottoscritto, il provvedimento diventa EFFICACE a decorrere dalla data della prima sottoscrizione.

 

 

Pagina a cura del Settore Demografico - Ultimo Aggiornamento: 22-07-2015 09:49
 
 
   

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