«Per San Martino Buon Albergo – dichiara il Sindaco De Santi - un megastore di quelle dimensioni e di tale impatto in zona Lepia graverebbe innanzitutto sulla viabilità, già compromessa da altre attività in zona. In determinate ore del giorno i problemi causati dalla scarsa viabilità si rifletterebbero ulteriormente sul nostro comune, sia sulla strada Porciliana che su via Nazionale. A questo si aggiungono il fattore ecoambientale, che renderebbe la situazione di fatto invivibile e la ricaduta negativa sui negozi di vicinato che svuoterebbe il territorio di relazione, azzerando rapporti che fanno parte del tessuto sociale, nati e cresciuti nel tempo, in molti casi di generazione in generazione».

Queste le osservazioni dell’Amministrazione comunale di San Martino Buon Albergo rimandate a Provincia di Verona, Dipartimento prevenzione dell’Ulss 9, Arpav, Trapper srl e ai Comuni di Belfiore, Lavagno, Caldiero e Colognola ai Colli in vista della convocazione del Comitato Tecnico Valutazione Impatto Ambientale sul tema dell’apertura del grande centro di distribuzione di 14mila metri quadri denominato Parco commerciale scaligero a Lavagno.

In zona Lepia, infatti, è destinato a sorgere un nuovo megastore che avrebbe un forte impatto ambientale destinato a riversarsi sui paesi di Lavagno, Caldiero, Colognola ai Colli e San Martino Buon Albergo. L’assenza dei comuni limitrofi in fase di presentazione della relazione ambientale della ditta Trapper srl della scorsa settimana è stata contestata dalla commissione VIA della Provincia di Verona che ha provveduto alla convocazione degli stessi.

«Riteniamo importante questa nostra presa di posizione a tutela degli interessi ambientali, di viabilità e di salvaguardia economica delle attività di San Martino» conclude il Sindaco.

A un anno di distanza il tema dell’incendio doloso del condominio Napoleone (ex Felice Moto) a San Martino Buon Albergo è stato discusso in sede di Consiglio Comunale venerdì 27 settembre.

«Siamo tornati sul tema – specifica il Sindaco Franco De Santi - per aggiornare il Consiglio su quanto fatto dall’Amministrazione rispetto a ciò che è di competenza della stessa, ovvero la vigilanza e il controllo delle varie fasi nella procedura in essere. La parte operativa spetta, come previsto dalla Legge, ai privati proprietari per cui non vi è alcun investimento economico da parte nostra durante l’intero processo. Non stiamo con le mani in mano, siamo attivi su ogni fase e siamo incalzanti per far si che la procedura si concluda nel minor tempo possibile».

Con queste parole il Sindaco De Santi ha aggiornato il Consiglio di quanto fatto negli ultimi due mesi. In data 5 luglio 2019 è stato incaricato dal Tribunale di Verona l’architetto Renzo Andreoli che, gratuitamente, si è reso disponibile a svolgere la perizia giurata chiesta dal Comune. Il 4 e 5 settembre sono stati fatti i sopralluoghi presso lo stabile insieme a tutti i soggetti pubblici e privati competenti. Infine, lo scorso 24 settembre l’architetto Renzo Andreoli ha depositato presso il Tribunale la perizia giurata con lo stato dell’arte e le procedure suddivise in 4 fasi finalizzate al raggiungimento della dichiarazione di agibilità del fabbricato secondo le tempistiche che definirà il Giudice.

«Rispetto all'ipotesi di emettere una nuova ordinanza – conclude il Sindaco – non è possibile, in quanto le ordinanze non hanno scadenza. L’ufficio ecologia ha, tuttavia, emesso una diffida. Poiché della rimozione dei rifiuti non può occuparsene il Comune, possiamo solo vigilare sulle procedure e auspicare che si concludano nel più breve tempo possibile».

La parte operativa spetta ai privati proprietari, il potere sostitutivo da parte del Comune è un provvedimento eccezionale usato quale ultima ratio.

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