Con le modifiche apportate dall'art. 30 bis del Decreto Legge n. 76/2020, anche gli enti e i soggetti privati sono tenuti ad accettare le autocertificazioni dei cittadini. Questo significa che il cittadino non deve più chiedere certificati nell’ambito dei rapporti con soggetti privati (come banche, assicurazioni, notai, ecc) ma può utilizzare le autocertificazioni risparmiando tempo non dovendo più recarsi agli sportelli del Comune.

Cosa si può autocertificare?
Ai sensi dell’art. 24 DPR n. 445/2000 si possono autocertificare:

• dati anagrafici e di stato civile: data e luogo di nascita, residenza (anche storica), cittadinanza, stato civile e stato libero, stato di famiglia (comprese le relazioni di parentela);
• titoli di studio, qualifiche professionali e iscrizione ad albi professionali;
• situazione reddituale ed economica, regime patrimoniale in base all’atto di matrimonio, numero di codice fiscale e/o partita IVA;
• situazione giuridica (godimento diritti civili, godimento diritti politici).

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