Con le modifiche apportate dall'art. 30 bis del Decreto Legge n. 76/2020, anche gli enti e i soggetti privati sono tenuti ad accettare le autocertificazioni dei cittadini. Questo significa che il cittadino non deve più chiedere certificati nell’ambito dei rapporti con soggetti privati (come banche, assicurazioni, notai, ecc) ma può utilizzare le autocertificazioni risparmiando tempo non dovendo più recarsi agli sportelli del Comune.

Cosa si può autocertificare?
Ai sensi dell’art. 24 DPR n. 445/2000 si possono autocertificare:

• dati anagrafici e di stato civile: data e luogo di nascita, residenza (anche storica), cittadinanza, stato civile e stato libero, stato di famiglia (comprese le relazioni di parentela);
• titoli di studio, qualifiche professionali e iscrizione ad albi professionali;
• situazione reddituale ed economica, regime patrimoniale in base all’atto di matrimonio, numero di codice fiscale e/o partita IVA;
• situazione giuridica (godimento diritti civili, godimento diritti politici).

 

Al fine di garantire una corretta e puntuale evasione delle segnalazioni, delle richieste di intervento e di altro tipo, l’amministrazione comunale mette a disposizione dei cittadini canali ufficiali per interagire con la stessa.
Ogni forma di contatto che passa attraverso i canali ufficiali qui di seguito evidenziati, viene protocollata così come previsto dalla normativa in vigore e per garantire tracciabilità ed efficienza nell’evasione della richiesta.
Per questo motivo si invita a utilizzare i canali “tracciabili” dall’ufficio protocollo che sono gratuiti e disponibili a tutti.

Modulo “invia segnalazioni al Comune”
Questo modulo è presente nella home page del sito istituzionale e a questo link https://bit.ly/31bE1MH . La segnalazione viene presa in carico dall’ufficio protocollo che provvede a protocollare la richiesta e inoltrare all’ufficio competente che risponderà nei termini e modalità previsti.

URP
L’ufficio relazioni con il pubblico risponde al recapito telefonico 0458874307 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00 e il giovedì dalle 15.30 alle 17.30. 
Laddove il cittadino non fosse in grado autonomamente di inviare la segnalazione tramite modulo potrà rivolgersi direttamente all’URP o all’ufficio competente. 

Considerato l'andamento della situazione epidemiologica, attraverso l'ordinanza sindacale in allegato, si dispone la chiusura da 16 marzo al 6 aprile delle palestre di proprietà comunale.
Al momento non vi sono variazioni agli accessi dei cimiteri e della piattaforma ecologica ma si invita alla cautela e al rispetto delle norme di sicurezza.
 
 
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Sono 120 le domande per Buoni Spesa alimentari pervenute ad ISAC tramite regolare Bando pubblico. Centoventi nuclei familiari dunque, che, a causa dell’emergenza epidemiologica Covid 19, hanno bisogno del sostegno previsto dal Decreto Legge n. 154 del 23 novembre 2020 “Ristori ter”, che ha stanziato per i Comuni appositi fondi a destinazione vincolata.

Per questa nuova fase di distribuzione dei buoni, l’Amministrazione, congiuntamente con i servizi sociali comunali, ha delineato precisi criteri per l’individuazione dei nuclei familiari economicamente più colpiti ampliando anche la platea dei richiedenti (lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, precari o disoccupati che vivono in alloggio in affitto o proprietari con mutuo ancora in essere, che dimostrino di essere in difficoltà economica e che hanno avuto una perdita di almeno il 10% della redditività netta).

Una volta raccolte le domande è stata emessa una graduatoria per dare precedenza a chi ha subito una maggiore perdita di reddito individuale netto nell’anno 2020 a causa dell’emergenza epidemiologica stessa. I buoni sono in distribuzione su appuntamento con ISAC secondo questa graduatoria, con l’obiettivo di concludere l’erogazione entro Pasqua.

I Buoni Spesa alimentari dei Bandi pubblici precedenti (aprile e maggio 2020) si sono rivelati un aiuto importante per 316 nuclei familiari, per una spesa totale pari a € 156.760 €, di cui 82.884,65 € finanziati dallo Stato con Ordinanza n 658/2020 del Dipartimento Protezione Civile.

Per le 120 domande attuali vengono impiegati ulteriori fondi erogati dallo Stato, sempre pari a 82.884,65 € e, per ora, senza alcuna compartecipazione economica comunale.

A partire da lunedì 15 marzo il Veneto passa in zona rossa con regole particolari per i giorni di Pasqua (nei giorni 3, 4 e 5 aprile si applicano le misure stabilite per la zona rossa ed è consentito, in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione una volta al giorno a due persone con minori di 14 anni).

LE REGOLE NELLE ZONE ROSSE:

Spostamenti vietati salvo se motivati da comprovate esigenze lavorative o situazione di necessità. È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Non sono consentiti gli spostamenti verso le abitazioni private diverse dalla propria.

Negozi chiusi; garantiti esclusivamente gli esercizi commerciali di prodotti essenziali (farmacie, alimentari, ferramenta)

Sport di contatto e di squadra vietati. Consentita invece l’attività motoria individuale all’aperto come la camminata, la bici e la corsa. Agli agonisti è permesso di allenarsi.

Parrucchieri e centri estetici chiusi.

Palestre e piscine chiusi. 

I ristoranti possono effettuare il servizio a domicilio senza limiti di orario e asporto fino alle 22. I bar sono aperti solo per l’asporto fino alle 18.

Scuole: sospese le attività in presenza nei nidi e nelle scuole di ogni ordine e grado. La didattica si svolge in modalità a distanza. 

La cultura continua ad essere chiusa (musei, cinema e teatri).

Luoghi di culto: funzioni religiose con la partecipazione di persone consentite nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo con le rispettive confessioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DPCM 2 MARZO -> https://bit.ly/30ME5C8 
FAQ -> https://bit.ly/3bEuqnE

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